Guida pratica

Gradi francesi e ppm della durezza dell’acqua: conversioni e tabella

I gradi francesi (°f) sono l’unità di misura più usata in Italia per la durezza dell’acqua: un grado francese vale 10 mg/L di CaCO₃ equivalente, cioè circa 10 ppm. Quindi 20 °f corrispondono a circa 200 mg/L espressi come carbonato di calcio. La conversione ti serve quando devi mettere d’accordo un referto, un kit per la durezza e la scheda di un addolcitore, a patto di leggere sempre l’unità e la dicitura “come CaCO₃” accanto al numero.

Qual è l’unità di misura della durezza dell’acqua?

In Italia la durezza dell’acqua si esprime di solito in gradi francesi (°f), mentre analisi e schede tecniche usano anche mg/L o ppm come CaCO₃, gradi tedeschi (°dH) e grain per gallone (gpg).

Il grado francese è una scala convenzionale per la durezza totale e si converte in mg/L con una sola formula: da tenere a mente è una sola:

mg/L come CaCO₃ = °f × 10

E all’inverso:

°f = mg/L come CaCO₃ ÷ 10

Nell’acqua ppm e mg/L coincidono quasi sempre come valore, perché alle concentrazioni in gioco la densità resta vicina a 1 kg/L. La dicitura corretta però resta “ppm come CaCO₃” o “mg/L come CaCO₃”: il numero da solo dice poco.

Durezza in °f mg/L come CaCO₃ ppm come CaCO₃
5 °f 50 mg/L circa 50 ppm
10 °f 100 mg/L circa 100 ppm
15 °f 150 mg/L circa 150 ppm
20 °f 200 mg/L circa 200 ppm
25 °f 250 mg/L circa 250 ppm
30 °f 300 mg/L circa 300 ppm
40 °f 400 mg/L circa 400 ppm

Che cosa significa “come CaCO₃”

La durezza nasce soprattutto da calcio e magnesio. Un’analisi può riportarli separati, mentre la durezza totale viene di solito ricondotta a un’unica scala che usa il carbonato di calcio come riferimento. “Come CaCO₃” quindi non vuol dire che nell’acqua ci sia solo carbonato di calcio, né che il calcare sia già depositato: è la base comune che permette di confrontare sali di calcio e magnesio diversi.

Qui si sbaglia spesso. Se un documento indica 200 mg/L di calcio elementare, quel numero non diventa automaticamente 20 °f. Prima devi capire se il dato riguarda il calcio, il magnesio, la durezza totale o se è già espresso come CaCO₃ equivalente. L’errore tipico è sommare calcio e magnesio e dividere per dieci.

ppm e mg/L sono sempre la stessa cosa?

Per la durezza dell’acqua ppm e mg/L come CaCO₃ hanno in pratica lo stesso valore, perché nell’acqua diluita un litro pesa circa un chilo; cambia però il significato delle due unità.

“Ppm” sta per parti per milione, un rapporto tra quantità. “Mg/L” è una massa per volume. Nell’acqua diluita i due valori sono molto vicini e per la durezza si usano in pratica come sinonimi, ma questo non ti autorizza a perdere per strada la sostanza di riferimento.

Un risultato scritto “250 ppm” resta a metà finché non sai di che cosa. Prima di convertire, guarda almeno:

  • se il valore si riferisce alla durezza totale;
  • se la base è CaCO₃ equivalente;
  • se il metodo esprime il dato in mg/L o in una scala convenzionale;
  • se il test è a titolazione, a striscia o strumentale.

Gradi francesi, °fH e simbolo °F

Nei documenti italiani compaiono °f, °fH e a volte °F. Qui indicano sempre la durezza francese, non i gradi Fahrenheit. In una guida tecnica la grafia più chiara è °f, con la spiegazione “gradi francesi”. Quando copi un valore da un referto, però, conserva la notazione originale e annota che si tratta della scala di durezza.

Come si convertono i gradi tedeschi in gradi francesi?

Un grado tedesco (°dH o °dGH) corrisponde a circa 17,848 mg/L come CaCO₃, ovvero a circa 1,785 °f. Le formule:

  • °f = °dH × 1,785;
  • °dH = °f ÷ 1,785;
  • mg/L come CaCO₃ = °dH × 17,848.

Così 15 °dH diventano circa 26,8 °f e circa 267,7 mg/L come CaCO₃. Ricorda che hai convertito un numero, non fatto una nuova misura: i decimali devono restare in proporzione alla precisione del test di partenza.

Conversione in grain per gallon

Le schede tecniche americane usano spesso i gpg, grain per gallone USA. Un gpg vale circa 17,12 mg/L come CaCO₃, quindi circa 1,712 °f. Dai gradi francesi ci arrivi così:

gpg = °f ÷ 1,712

Attenzione a non confondere la durezza in gpg con la capacità di un addolcitore espressa in grains. La prima descrive l’acqua; la seconda dice quanta durezza l’apparecchio riesce a togliere in certe condizioni. Per legare capacità, consumi e rigenerazioni servono anche il volume d’acqua, la durezza in ingresso, quella residua e la dose di sale.

La durezza dell’acqua è bassa, media o alta?

Come orientamento, un’acqua intorno a 10 °f è poco dura, tra 15 e 25 °f rientra nei valori comuni di molte reti italiane e oltre 30 °f ha una durezza alta per buona parte degli usi domestici.

Le fasce però cambiano tra enti, Paesi e scopi, quindi nessuna classificazione generica è una soglia universale. Lo United States Geological Survey (USGS), per esempio, considera dolce l’acqua fino a 60 mg/L come CaCO₃ (6 °f) e molto dura oltre 180 mg/L (18 °f): una scala più severa di quella che si usa di solito in Italia. Nessuna di queste fasce sostituisce l’analisi locale, e nessuna ti dice se l’acqua è potabile. I valori tipici delle città sono raccolti nella pagina sulla durezza dell’acqua in Italia.

Per scegliere o regolare un addolcitore conta il valore misurato dove l’acqua entra in casa. Il dato medio del comune può essere diverso da quello del tuo edificio: rete, stagione, fonte di approvvigionamento e posizione lo spostano.

Come leggere un kit per la durezza

I kit a titolazione danno il risultato in gradi francesi oppure come numero di gocce necessarie al viraggio. Una goccia non vale per forza 1 °f: dipende dal reagente. Prima di convertire, leggi il fattore indicato sulla confezione.

Le strisce reattive sono comode ma ragionano per intervalli. Se il colore cade tra 20 e 30 °f, scrivere 27,5 °f è inventarsi una precisione che il test non ha. Meglio annotare “tra 20 e 30 °f, test a striscia” e, se la regolazione lo richiede, ripetere la misura con un metodo più fine. Le differenze di precisione tra i metodi sono spiegate nel confronto tra strisce, kit e analisi di laboratorio per la durezza.

Per un dato rappresentativo fai scorrere l’acqua come dice il kit, usa un contenitore pulito e segna punto di prelievo, data, metodo e risultato. Se il valore ti serve per un preventivo, tieni anche una foto della lettura o del referto.

Che cosa cambia per la regolazione dell’addolcitore

Convertire bene evita errori di inserimento, però non fissa da solo i parametri della valvola. Dimensionamento e programmazione dipendono da durezza in ingresso, persone in casa, consumo giornaliero, volume di resina, capacità indicata dal costruttore e durezza residua che vuoi ottenere.

Facciamo un caso pratico. Il display chiede gradi francesi e il referto dice 280 mg/L come CaCO₃: inserisci circa 28 °f. Se invece il display ragiona in mg/L, devi lasciare 280, non 28. Dopo la regolazione misura l’acqua in uscita: un numero giusto può comunque dare un risultato sbagliato se la misura iniziale non rappresentava l’acqua di casa o se la valvola era impostata su un’altra unità. I passaggi pratici sono nella guida su come regolare l’addolcitore e la durezza in uscita.

Tre esempi rapidi

  1. 275 mg/L come CaCO₃: 275 ÷ 10 = 27,5 °f. Arrotonda solo se il manuale e la precisione della misura lo permettono.
  2. 28 °f: 28 × 10 = 280 mg/L, cioè circa 280 ppm come CaCO₃.
  3. 12 °f: 12 × 1,712 = circa 20,5 gpg; al contrario, 20 gpg sono circa 34,2 °f.

Errori da evitare

  • Scambiare ppm di CaCO₃ per ppm di un singolo minerale.
  • Usare il TDS come misura della durezza: indica il totale dei solidi disciolti, non di che cosa sono fatti.
  • Applicare il fattore delle gocce senza leggere le istruzioni del kit.
  • Confondere °dH, °f e °F, oppure usare il gallone imperiale al posto di quello USA.
  • Scrivere tanti decimali quando il test dà solo un intervallo.
  • Inserire mg/L in un menu che chiede °f, o il contrario.

Come comunicare il dato al tecnico

“Acqua molto dura” non aiuta nessuno. Molto meglio una riga precisa come questa: durezza in ingresso 28 °f, pari a circa 280 mg/L come CaCO₃, misurata con kit a titolazione dopo il contatore il 14 settembre 2026. Se conosci anche durezza residua, consumo medio e modello della valvola, aggiungili a parte. Per ottenere un buon dato di partenza c’è la guida su come misurare la durezza dell’acqua.

Domande frequenti

Quanti ppm sono 20 gradi francesi?

20 gradi francesi corrispondono a circa 200 mg/L, quindi a circa 200 ppm, se la durezza è espressa come CaCO₃ equivalente. La regola vale per qualsiasi valore: moltiplichi i gradi francesi per 10 e ottieni i mg/L, oppure dividi i mg/L per 10 e ottieni i °f.

1 °f vale sempre 10 ppm?

Un grado francese vale 10 ppm, cioè 10 mg/L, quando la durezza è espressa come CaCO₃ equivalente, la base usata per la durezza totale. Se il numero del referto riguarda il calcio elementare, il magnesio o un altro parametro, il fattore 10 non si applica e la conversione diretta dà un risultato sbagliato.

Posso usare il TDS per sapere quanti gradi francesi ha l’acqua?

Il TDS non serve a ricavare i gradi francesi, perché misura i solidi disciolti nel complesso e non distingue la parte dovuta a calcio e magnesio. Due acque con lo stesso TDS possono avere durezze diverse. Per conoscere i gradi francesi ti serve un test specifico della durezza totale, a titolazione o di laboratorio.

Una conversione più precisa migliora la regolazione dell’addolcitore?

Una conversione più precisa migliora la regolazione dell’addolcitore solo se è precisa anche la misura di partenza. Una striscia reattiva dà un intervallo, per esempio tra 20 e 30 °f, e scrivere il risultato con due decimali non lo rende più affidabile. Per impostare la valvola conviene un kit a titolazione.

Se vuoi andare avanti da qui, il passo successivo è collegare il valore in °f al dimensionamento dell’addolcitore, cioè a volume di resina e capacità. Per capire invece che effetti ha la durezza su impianti ed elettrodomestici, leggi la guida su durezza dell’acqua: significato e conseguenze.

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