Guida pratica

Addolcitore per caldaia

Illustrazione editoriale per addolcitore per caldaia
Illustrazione originale realizzata per la guida “Addolcitore per caldaia”.

Sì, un addolcitore per l’acqua della caldaia abbassa la durezza e può proteggere la produzione di acqua calda, però va dimensionato su tutto l’impianto che alimenta, non solo sulla caldaia. È un apparecchio che, con resine a scambio ionico, sostituisce calcio e magnesio con sodio. Prima di comprarlo conviene separare i pezzi: caldaia, scaldacqua, circuito sanitario e circuito chiuso del riscaldamento.

L’addolcitore serve anche per il circuito del riscaldamento?

L’addolcitore lavora soprattutto sul circuito sanitario, dove entra sempre acqua nuova; il circuito chiuso del riscaldamento va trattato solo come indica il costruttore della caldaia.

L’acqua sanitaria arriva di continuo dalla rete, passa nello scambiatore ed esce dai rubinetti, quindi ogni prelievo porta con sé nuova durezza. Il circuito chiuso dei radiatori o del pavimento radiante, invece, fa girare sempre lo stesso volume e viene rabboccato solo in certi casi.

Al sopralluogo porta il manuale della caldaia e fatti scrivere nel preventivo il punto esatto di collegamento.

Perché il calcare si forma nella caldaia?

Il calcare si forma nella caldaia perché il calore e la perdita di anidride carbonica spostano gli equilibri dei carbonati, e il deposito si concentra sulle superfici calde dello scambiatore. Lo scambiatore ha temperature alte e passaggi stretti: basta una piccola riduzione della sezione per peggiorare scambio termico e portata. Quanto pesi dipende da acqua, progetto e uso; gli effetti tipici sono nella guida sul calcare in caldaia e scaldacqua.

Dati utili per il sopralluogo

  • durezza e portata dell’acqua fredda in ingresso (vedi come misurare la durezza dell’acqua);
  • marca e modello del generatore;
  • materiali e diametro delle tubazioni;
  • temperatura e consumi di acqua calda;
  • spazio, scarico e bypass disponibili.
Schema illustrato di approfondimento per addolcitore per caldaia
Schema illustrato originale realizzato per la guida “Addolcitore per caldaia”.

Leggere il manuale del generatore

Cerca le pagine su limiti di durezza, riempimento, trattamenti ammessi e garanzia. Una tabella presa da un altro modello della stessa marca non vale per il tuo. Mostra quella pagina al progettista e chiedigli come regolerà l’addolcitore per restare dentro quei limiti.

Portata istantanea dell’acqua calda

Il generatore può richiedere un flusso minimo e servire più docce. Addolcitore, filtri e raccordi aggiungono perdita di carico.

Chiedi come si comporta alla portata di progetto: il picco del catalogo non assicura una temperatura stabile con due prelievi aperti.

Regolazione e miscelazione

Se vuoi sapere che acqua entra nello scambiatore sanitario, il campione va preso in un punto che rappresenti la sua alimentazione fredda. Quando la miscelazione avviene prima del generatore, misura a valle della miscelazione. Un campione preso altrove può andare bene per la casa e non dire nulla sulla caldaia. Come si imposta il valore in uscita è spiegato nella guida su come regolare la durezza dell’addolcitore.

Il manutentore deve sapere che c’è un addolcitore e con quale regolazione è partito. Non toccare il valore per avere più schiuma o per sistemare una temperatura ballerina: quest’ultima spesso ha cause che con la durezza non c’entrano.

Lo scambiatore già incrostato

L’addolcitore nuovo non riporta lo scambiatore all’efficienza di partenza: se è incrostato, il manutentore sceglie tra pulizia compatibile e sostituzione.

L’errore tipico è incolpare la macchina nuova di una portata bassa che c’era già prima.

Meglio dosatore o addolcitore per la caldaia?

Il dosatore di polifosfati protegge un circuito specifico ma lascia quasi invariata la durezza, mentre l’addolcitore riduce il carico su tutta la linea servita e ha bisogno di rigenerare. Prima di confrontare offerte, chiarisci l’obiettivo: durezza residua o condizionamento antincrostante. Il confronto completo è nella guida addolcitore o dosatore di polifosfati.

Segnali da non attribuire automaticamente al calcare

Rumori, pressione instabile, acqua tiepida o errori possono venire da sensori, valvole, pompe o alimentazione. La durezza è una delle possibili cause, non la spiegazione di tutto. Prima di toccare l’addolcitore, annota il codice del generatore e fai controllare l’impianto da un professionista.

Domande frequenti

Dove si installa l’addolcitore rispetto alla caldaia?

L’addolcitore si installa sull’acqua fredda in ingresso, prima del generatore, in un punto con scarico e bypass. Il collegamento esatto dipende dall’impianto e dal manuale della caldaia: fattelo scrivere nel preventivo. Vedi anche dove installare l’addolcitore.

A quanto va regolata la durezza dell’acqua per la caldaia?

La durezza dell’acqua per la caldaia va tenuta nei limiti del manuale del tuo modello di generatore. Il campione per controllarla va preso a valle della miscelazione, dove rappresenta l’alimentazione fredda dello scambiatore.

Con l’addolcitore cambia la garanzia della caldaia?

La garanzia della caldaia con un addolcitore segue le condizioni del costruttore, che nel manuale indica limiti di durezza e trattamenti ammessi. Fai regolare l’addolcitore dentro quei limiti e avvisa il manutentore dell’impostazione scelta.

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